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Con “Constitutional Circus“, la docu-serie del regista pescarese Berardo Carboni, va in scena l’apocalisse del Capitalismo. L’idea è nata da un incontro con Ken Loach.

L’anteprima di “Constitutional Circus” c’è stata il 2 settembre alla 78ª Mostra di Venezia, nelle Giornate degli Autori, in collaborazione con Isola Edipo.

La prima parte della docu-serie, realizzata da Piroetta (Pescara) e Smart Network Group e concepita in tre parti, è stata girata nell’estate 2020 tra Calabria e Abruzzo.

Dal 15 settembre è disponibile on demand sulla piattaforma ITsART.

In tempi di pandemia, con accessi ridotti agli spettacoli di cinema e teatri si può provare a stimolare criticamente il pubblico giocando su più media?

Questa è l’idea alla base del format di Constitutional Circus, il nuovo progetto del regista e sceneggiatore Berardo Carboni in tre atti: spettacolo teatrale, docu-serie e social, dove la magia del circo diventa il simbolo per una necessaria rieducazione della nostra società.

 

La docu-serie è pensata in tre stagioni da 7 episodi: la prima (dal titolo Fusis)  racconta la costruzione dello spettacolo, la seconda (Polis) la tournée italiana, la terza (Stasis) la tournée europea. Parallelamente aperta una discussione sui canali social, invitando tutti a diventare autori del spettacolo.

 

La prima serie si incentra sulla preparazione dello spettacolo ed è narrata dai sette attori che lo interpretano: Volo Pindarico (l’acrobata Mario Russo) che rappresenta il popolo, che subisce per primo le mancanze e le privazioni del sistema malato e cerca disperatamente di liberarsi da quest’ultimo con acrobazie (veri e propri “voli pindarici”). Due clown impersonano il Signor Stato e la  Signorina Europa (interpretati da Giovanni Visentin e Désirée Giorgetti) e poi Pico Della Mirandola (Francesco Ferrieri),  Lef  – Rivoluzione Francese (Ilde Mauri), Steam – Rivoluzione industriale (Raffaella Paleari).

Tra i temi toccati anche la critica ai paradisi fiscali, la re-distribuzione delle ricchezze e il perverso sistema della finanza e degli algoritmi, concetto spiegato da Demetra Bellina, che interpreta la Domatrice degli algoritmi.

 

Il senso dello spettacolo, spiega l’autore: diffondere la necessità di immaginare le possibilità di una trasformazione radicale della società, mettendo in scena l’apocalisse del capitalismo.

Constitutional Circusè la metafora dell’Europa. L’Europa che questo circo immagina è nuova e diversa da quella prevista dai Trattati, ma è coerente con la nostra tradizione sociale e il nostro patrimonio culturale. Tanti gli interrogativi e le provocazioni che mettono in luce soluzioni alternative al mondo post-pandemico.

Berardo Carboni (1975) è un regista eclettico e visionario – da Shooting Silvio, film del 2006 che racconta in modo onirico ed esorcizzante l’omicidio di Berlusconi, fino a Youtopia del 2018, dove una ragazza, interpretata da Matilda De Angelis, spinta dalla crisi vende la sua verginità sul web.

 

L’idea di “Constitutional Circus” è nata due anni fa, dopo un incontro di Berardo Carboni con il regista Ken Loachche alla fine di una lunga chiacchierata su come cambiare in meglio la società, si definì solo come “un umile” regista  La parola “umile” colpì Carboni, che lo stesso giorno incontrò anche un acrobata del circo della Royal  Circus Academy, e da lì cominciò a visualizzare il progetto: utilizzare il linguaggio più umile possibile per arrivare a più persone cercando di abbattere i dogmi, il circo appunto.

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