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In Abruzzo tornano “I Fiori della Memoriaper ricordare, raccontare, costruire futuro.

Dal 1° al 6 ottobre un denso programma di appuntamenti, l’intitolazione di una strada e di una biblioteca per ricordare Felicia Bartolotta e Peppino Impastato, la presentazione del libro del fratello Giovanni.

 

A Santa Teresa di Spoltore sarà intitolata una via a Peppino Impastato, a San Salvo una biblioteca comunale. Inoltre, sono in programma incontri tra i giovani e gli studenti e le varie associazioni coinvolte.

 

È ricco di appuntamenti il terzo modulo del progetto nazionale.

 

I Fiori della Memoria – ricordare, raccontare, costruire futuro”, in programma dal 1° al 6 ottobre, in Abruzzo, per rievocare la figura e il sacrificio di Peppino Impastato, il giornalista siciliano ucciso dalla mafia il 9 maggio 1978 per la sua coraggiosa e instancabile attività di denuncia, e di sua madre Felicia Bartolotta Impastato.

 

Dedicata al temaI Giovani e la Comunità, l’iniziativa è promossa dalle associazioni “La Compagnia dei Merli Bianchi” e “Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato”, in collaborazione con i referenti di Anpi Pescara e Anpi provinciale, Dafne Onlus, Centro culturale “Aldo Moro”, Consulta giovanile di Ortona, Anpi Pineto, Proloco di Arsita, col patrocinio dei Comuni di Spoltore, Pineto, San Salvo, della Provincia di Pescara e diversi istituti scolastici (Pescara, Spoltore, San Salvo, Valle del Fino)

 

Nel corso dei vari appuntamenti, sarà anche presentato il nuovo libro di Giovanni Impastato “Mio Fratello. Tutta una vita con Peppino” edito da Libreria Pienogiorno. Sarà possibile, in queste occasioni, incontrare l’autore e Luisa Impastato, presidente di Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato oltre ai referenti delle associazioni coinvolte. Si affronteranno i temi inerenti i giovani, la scuola e la loro relazione con la comunità e il territorio.

 

«Il progetto socio-culturale e artistico» spiega Margherita Di Marco, presidente de “La Compagnia dei Merli Bianchi” «ha l’obiettivo di fare memoria attiva ossia di ricordare, raccontare e fare esperienza pratica e di ricerca su temi inerenti valori fondamentali riguardanti l’impegno civile, il rispetto della dignità e dei diritti umani, la legalità democratica, la tutela e l’educazione dei minori, dell’ambiente, l’informazione e la formazione di cittadini consapevoli attraverso gli strumenti dell’incontro, del dialogo e dell’arte. Provando a considerare come dei semi le storie di uomini e donne che hanno dato la loro intera vita per l’affermazione di questi valori, i Fiori della Memoria sono il risultato proprio di quei semi che non sono stati dimenticati e che, attraverso la cura costante, sono sbocciati diventando un punto di riferimento e un simbolico esempio per chi ha desiderio di costruire futuro sulla base del loro insegnamento».

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