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Anteprima nazionale il 28 febbraio a L’Aquila per la nuova produzione del Teatro Stabile d’Abruzzo “L’Arminuta”, dal romanzo di Donatella Di Pietrantonio, interpretazione e regia di Lucrezia Guidone.

«Ero l’Arminuta, la ritornata. Parlavo un’altra lingua e non sapevo piú a chi appartenere. La parola mamma si era annidata nella mia gola come un rospo. Oggi davvero ignoro che luogo sia una madre. Mi manca come può mancare la salute, un riparo, una certezza».

 

Anteprima nazionale a L’Aquila giovedì 28 febbraio alle ore 21 e venerdì 1° marzo alle ore 17,30 al Ridotto del teatro Comunale dello spettacolo “L’Arminuta”, tratto dal romanzo (edito da Einaudi) Premio Campiello 2017 di Donatella Di Pietrantonio, scrittrice originaria di Arsita, nel Teramano. La riduzione per la scena è di Giacomo Vallozza.

 

La talentosa attrice pescarese Lucrezia Guidone è interprete e regista dell’atto unico prodotto dal Teatro Stabile d’Abruzzo (Tsa), diretto da Simone Cristicchi.

 

In scena con lei Beatrice Vecchione, diplomata alla scuola del Teatro Stabile di Torino  e protagonista già di importanti spettacoli anche sulla scena estera.

 

Il coordinamento artistico è affidato a Alessandro Businaro, la scena è disegnata da Gregorio Zurla, le luci sono di Pamela Cantatore, il sound designer è Dario Felli.

“L’Arminuta” è una storia che parla di vita, di appartenenza, di amori e rabbia in un Abruzzo poco conosciuto, ruvido e vero.

 

In prima persona la giovane protagonista narra la sua storia, seguendo un articolato filo cronologico, con un linguaggio asciutto e intensamente espressivo.

 

Lei è l’arminuta, la ritornata, colei che da una vita di città, che ha sempre creduto sua, si trova a tornare nel paesino d’origine alla sua famiglia naturale.

 

Deve così affrontare una vita aspra in un ambiente povero ed estraneo, se non ostile. Solo la sorella minore Adriana, il fratello grande Vincenzo e il piccolo Giuseppe si distinguono, in modi diversi, in questa famiglia disordinata e confusa, e con loro la 13enne — di cui non viene mai specificato il nome — riesce a stabilire delle relazioni. Particolarmente difficile è il rapporto con la madre, anch’essa senza nome, posta a confronto con l’altra madre, quella adottiva,  simbolo di affetto, cura e protezione.

 

Non sa i motivi di questo trasferimento che le segna l’esistenza, tutti sanno ma a lei non hanno detto. Perciò, mentre narra, l’arminuta cerca una risposta al suo abbandono.

L’interprete Lucrezia Guidone, che cura anche la regia, è una delle attrici più interessanti della scena italiana, lanciata da Luca Ronconi, premio Ubu nel 2012 come migliore attrice under 30,  premio Maschere del Teatro Italiano, Premio Duse, Premio Flaiano, Premio La Repubblica “Giovane talento”. Recentemente in teatro è stata “La signorina Else” per la regia di Federico Tiezzi.

 

Info:

0862 62946

tsa@teatrostabile.abruzzo.it

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